Il progetto Residenze d’Artista che valorizza giovani artisti figurativi e il territorio italiano, nato dalla collaborazione fra Le Dimore del Quartetto, Fondazione Brivio Sforza e Galleria Rubin, entra nel vivo.
I lavori concepiti e realizzati nelle dimore storiche a partire dall’autunno 2022, diventano protagonisti di una mostra collettiva. Gli autori sono: Paolo Amico, Mauro Baio, Vanni Cuoghi, Chiara Dattola, Jacopo Ginanneschi, Marta Jorio, Paola Margherita, Andrej Mussa, Tommaso Ottieri, Raffaele Minotto, Nicola Vincenzo Piscopo, Cecilia Sammarco, Mattia Savini.

Quando mi hanno chiesto di partecipare al programma Residenze d’Artista inizialmente ero piuttosto perplesso e addirittura poco propenso ad accettare di iniziare questa nuova avventura: come sempre, del resto, mi succede, per mia natura. Inoltre si trattava di affrontare per la prima volta, questa genere di esperienza. Poi, a mente fredda – ammetto che mi serve qualche giorno per metabolizzare e valutare adeguatamente nuove proposte – ho riflettuto meglio, riconsiderando il progetto: sono sempre alla ricerca di nuovi soggetti per le mie opere, perché allora non approfittare dell’occasione che mi veniva offerta?
A volte infatti cerco di accedere alle sale di qualche vecchio palazzo, con l’obiettivo di ricavarne qualche spunto, per realizzare nuovi quadri. Mi resta, in questo caso, la sensazione di non appartenere a quei luoghi e di non avere il tempo di studiarli a sufficienza: insomma li sento in qualche modo distanti, senza alcun legame con me, e, in effetti, non potrebbe essere diversamente.
Al contrario, le stanze che dipingo di solito e che utilizzo abbondantemente come spunto per i miei soggetti, sono parte di un palazzo che ho avuto modo di frequentare e di conoscere sin da bambino, e conservano quindi per me un forte coinvolgimento emotivo, evocative di ricordi e sensazioni.

Palazzo Brancadoro ha significato in un certo senso la sintesi delle situazioni che ho descritto: non era solamente l’occasione per rappresentare un luogo diverso, ma anche un posto dove ho potuto rimanere per alcuni giorni, e che si è quindi legato al mio vissuto, ai miei ricordi. Inoltre rimanendo lì avrei potuto studiarne le luci, inseguire il sole che distribuisce la luce nella stanze. Gli odori, gli scricchiolii, la storia di quelle stanze. E i suoni, anzi, soprattutto questi, perché Palazzo Brancadoro è una casa della musica.
Se questo luogo è rimasto così vitale, e non è stato relegato a una casa museo, ma anzi profuma di quotidianità e racconta dei suoi proprietari, è proprio perché nelle sue sale vi risuona sempre la musica: e qui, le persone si incontrano, ascoltano e fanno musica. Vita e musica si mescolano.
Per qualche giorno anch’io ho avuto il privilegio di essere stato parte di quel gruppo, parte di quei luoghi. Pertanto le opere che ho dedicato a queste stanze, raccontano di questa mia momentanea, ma piacevole, appartenenza, e dei momenti maggiormente rappresentativi: un ‘banchetto’, che racconta di una serata trascorsa tutti assieme, e un interno, un salotto, che racconta di raccoglimento in solitudine.
Infine, ho trovato luci diverse da quelle che sono abituato a rappresentare, un’atmosfera più intima e raccolta: proprio in questi giorni sto ultimando le opere di ‘Brancadoro’, che spero racconteranno bene delle mie sensazioni legate alle ‘giornate di Fermo’.

RESIDENZE D’ARTISTA
Vedi tutte le opere on line

 

ASTA LIVE: Mercoledì 10 maggio alle ore 18:30, nella splendida cornice di Palazzo Brivio Sforza le opere verranno presentate dal comitato artistico, dagli artisti e dai proprietari delle residenze, e in seguito battute all’asta da Cambi Casa d’Aste, prima casa d’aste in Italia.
Partecipa all’Asta delle opere ‘Residenze d’artista’

 

 

 

 

Le dimore del Quartetto
Fondazione Brivio Sforza
Galleria Rubin
Cambi – Casa d’aste
CMC-Centro Culturale di Milano

Copyright 2024 Raffaele Minotto. Tutti i diritti riservati. CREDITI